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sabato, 14 febbraio 2009
Ho voglia di sentire le tue mani
mentre scivolano lungo
la curva della mia schiena
Ho voglia di sentire il tuo odore
che m'inebria
rubando la mente alla ragione
Ho voglia di sciogliermi
al tocco delle tue dita
leggere e calde
come cioccolato caldo
cibo degli
dei
Ho voglia solo di te...

giovedì, 16 ottobre 2008
Corpi aggrovigliati
a fondersi
in essenza liquida
Passione pura
violenta
Nullo ogni pensiero
anime perse
dentro se stesse
l'una nell'altra
estasi profonda
che annulla i corpi
e rende i sensi
padroni e sovrani
Eros e Tanatos
Amore e Morte
Alfa e Omega
amore, amore... amore
nient'altro che amore...
giovedì, 16 ottobre 2008
Dopo tanto naufragrare nei mari dell'oblìo sono di nuovo qua...
non so se resterò molto questa volta, dipende da quello che sentirò dentro e da ciò che le mie dita riusciranno a tirar fuori dalla mia mente
semplici parole nascondono pensieri profondi
oggi ho di nuovo voglia di scrivere, dopo tanto tempo
stanca di questo mondo virtuale che è la blogosfera lentamente la voglia di imprimere parole su un foglio virtuale era andata sempre più scemando fino a svanire quasi completamente...
durante il mio viaggio sul web ho incontrato perosne amiche, tanti amici e altri che invece mi hanno deluso lasciandomi un senso di amaro in bocca che non si può spiegare e che non ho nemmeno voglia di spiegare...
questo però mi è servito, e non poco
ogni esperienza porta con sé un bagaglio, che sia di carattere morale o pratico non importa, ciò che conta è che in qualche modo contribuisce alla crescita individuale del soggetto... e io sono cresciuta, forse non moltissimo, ma almeno un po' ...
va beh'!!!! bando alle ciance... non so se ritornerò a solcare questi mari a breve... intanto lascio queste poche righe e continuo la mia ricerca interiore di un'ispirazione che non sia una cosa semplice, ma che venga dal cuore e che sia "L'ISPIRAZIONE" per eccellenza... la troverò? non so...
SOLITARIO IL NAUFRAGO
CERCA UN APPIGLIO
UN FUSCELLO
CHE LO RIPORTI A RIVA
NON SA SE
E QUANDO
TORNERA'
MA SPERA
DENTRO DI SE'
VIVE
CERCA SE STESSO
COME UN ULISSE
ALLA RICERCA
DELLA SUA
ITACA
martedì, 08 luglio 2008

Ti sento scorrere
nelle mie vene
sangue caldo
linfa vitale
fiume impetuoso
che rapisci
ogni mio respiro
ogni mio alito
per fonderti
col mio sangue
Una sola passione
un solo respiro
un solo sentire
un solo essere
Tutto
giovedì, 10 aprile 2008
Ti guardo
e l'ebbrezza di te m'invade
la mente offuscata
pervasa di sensazioni
che solo tu mi sai dare
Lentamente
segui il mio profilo
morbide e languide carezze
nella notte silenziosa
e complice
giovedì, 20 marzo 2008
Esperimenti di scrittura:

L'IMPORTANZA DEI RICORDI
E' mattina, e sono appena rimasta sola con i miei pensieri. Piccole anime vaganti verso una meta sconosciuta senza un appiglio, né un approdo ben definiti. Quando iniziamo a pensare non sappiamo mai dove ci porterà la nostra mente, noi siamo qui, ma i nostri pensieri volano vagando nello spazio temporale e materiale. Tutto ovviamente resta nella dimensione dell'onirico, del fantastico o comunque dell'irreale, ma ci sembra davvero di andare in giro per il mondo e per il tempo. Se ad esempio un ricordo ci riporta a un viaggio nel passato, ci ritroviamo direttamente in un altro momento della nostra vita, anche in un'altra città e magari ci riconosciamo in un Io che non ci assomiglia nemmeno più, un'altra entità, noi stessi, ma estranei. I nostri cari, probabilmente, se ci vedessero così o comunque in quella dimensione non ci riconoscerebbero e noi saremmo come dei nuovi esseri che improvvisamente spuntano dal nulla.
I ricordi ci aiutano a vivere, grazie a essi possiamo rivivere una sensazione o un'emozione forte che ci ha cambiato la vita o ancora rivedere una persona cara che ormai, purtroppo, non c'è più. E' così forte il desiderio di averla con noi che siamo in grado di ricreare gli eventi vissuti insieme in modo da illudere la mente che tutto ciò è ancora reale, che la realtà è fasulla e ciò che conta è quello che c'è nella nostra mente.
I ricordi sono un po' il rifugio dell'anima, elemento imprenscindibile della nostra vita e della nostra storia...
postato da: Angelamon alle ore 07:20 |
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categoria:pensieri, pensieri sparsi, amore, riflessioni, ricordi, vita, diario, introspezione, articoli, fantasia, sogno, solitudine, anima, esperimenti di scrittura, vivere
domenica, 16 marzo 2008

COME ERAVAMO
Cari amici,
spero abbiate passato una buona Domenica delle Palme, io non posso lamentarmi.
Siamo stati in giro tutta la giornata per gli auguri, prnazo dai suoceri e visita ai parenti più stretti... stasera finalmente quattro chiacchiere con due dei nostri più cari amici.
Domenica prossima credo sarà più o meno simile e speriamo il tempo sia buono per lunedì, così almeno si può mangiare fuori...
Mi ricordo quando da ragazzi ci organizzavamo per trascorrere la Pasquetta fuori porta, al mare o in montagna, ma sempre in compagnia di un SuperSantos e di un panino (o del "casatiello") e soprattutto insieme agli amici più cari...
Si partiva la mattina verso le nove, quando andava bene e si riusciva a roganizzarsi tutti per ritrovarsi puntuali, e ci si incamminava verso la destinazione insieme a centinaia di persone che si spostavano per trascorrere una giornata all'aria aperta.
Puntualmente ci si ritrovava nel traffico sia all'andata che al ritorno... ma eravamo contenti con le nostre facce rosse e l'aria rilassata di chi per un giorno aveva lasciato la routine quotidiana per divertirsi...

venerdì, 14 marzo 2008

Buon weekend a tutti amici cari!!!!
giovedì, 28 febbraio 2008
Assorto nel continuo tormento di quella sua sciagurata esistenza, assorto nei conti del suo ufficio, senza mai un momento di respiro come una bestia bendata, aggiogata alla stanga di una noria o d’un mulino, sissignori, s’era dimenticato da anni e anni – ma proprio dimenticato – che il mondo esisteva.
Il suo perdersi nei propri pensieri lo portava spesso su lidi lontani dove finalmente trovava un attimo di ristoro. Come un naufrago alla ricerca di una riva da raggiungere, Alberto rimaneva lì, estasiato, a osservare le immagini che la sua mente gli presentava davanti agli occhi. Immagini virtuali, eppur reali nella sua mente, che rispecchiavano i suoi più profondi desideri. Solo su queste spiagge riusciva veramente a vivere e non si rendeva conto di quanto in realtà perdesse del mondo reale, delle vere emozioni che un sorriso amico possono regalare o di tutte quelle sensazioni scaturite dalle cose semplici che ci circondano.
Da tempo aveva perso il contatto con la realtà e chi lo osservava dall’esterno non vedeva altro che un uomo sulla quarantina, dall’aspetto curato e distinto, con lo sguardo trasognante, assente…
La vita quotidiana l’aveva assorbito pienamente cancellandone quasi la vera identità .
Si muoveva come un cyborg, dritto verso la meta, senza pensare troppo se non alle incombenze quotidiane del suo lavoro.
Muto, insieme a milioni di persone sulla strada principale della grande città, ogni mattina si incamminava velocemente verso l’ufficio, si fermava a comprare il giornale, a fare colazione o per rispondere distrattamente a un saluto. Tutto senza il minimo cenno di coinvolgimento emotivo, mentre la sua mente si estraniava viaggiando e rifugiandosi lontano dalla lenta agonia della vita moderna. Non era più capace di cogliere la bellezza di un particolare, di un dettaglio, né di un’emozione semplice.
Un giorno però, sulla strada per il lavoro, qualcosa aveva attirato la sua attenzione. Una giovane donna dall’ovale perfetto e dalla pelle bianca e fine lo aveva fissato sorridendogli. Era rimasto come di pietra davanti alla sua immagine, incredulo come davanti all’apparizione di un fantasma.
Era lei, la donna che da sempre lo consolava sui suoi lidi lontani, la sua sirena dagli occhi azzurri, colei che lo incantava con il suo canto durante i suoi viaggi. Il simbolo stesso dell’Amore, la sua Passione vitale… L’immagine si era concretizzata riportandolo finalmente alla realtà per dargli ancora un’ultima possibilità di vivere la sua vita.
Il dubbio però gli rimaneva… era vera, o era tutta un’illusione? Ormai aveva varcato i confini che separano il mondo reale da quello delle illusioni.
Stanco di essere solo un cyborg, aveva ormai trovato la sua vera identità.
*cyborg: umanoide, essere metà uomo e metà macchina.
giovedì, 14 febbraio 2008
La leggenda di S. Valentino
Per gli antichi Romani Febbraio era considerato il mese in cui ci si
preparava all'arrivo della primavera (ritenuta la stagione della rinascita).
Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite e vi si spargeva del sale ed una particolare farina. Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dèi che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati).
I Luperici, l'ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori. Il sangue degli animali veniva poi sparso lungo le strade della città, come segno di fertilità.
Il vero "evento" per la gioventù romana di allora era però una specie di lotteria dell'amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati.
Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana sostituendola con quella di san Valentino vescovo, martirizzato dall'imperatore Claudio II in quanto univa in matrimonio giovani coppie alle quali l'imperatore aveva negato il consenso.
Prima della sua esecuzione, Valentino che si era innamorato della figlia del suo carceriere, le scrisse una ultima lettera firmandola "dal tuo Valentino" frase che è arrivata fino ai nostri giorni.
Nonostante siano passati tanti secoli, questa festa ha sempre mantenuto il significato di celebrare il Vero Amore. Le vicende riguardanti San Valentino sono abbastanza confuse, ma intorno alla sua figura ruotano molte leggende, che hanno senz'altro uno sfondo di verità, e che riguardano tutte episodi d'amore.
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