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Alessandro Papetti
Città 9 oil on canvas 205x132
Due giorni dopo, Marco aveva appuntamento con il suo impresario che gli avrebbe presentato un produttore facoltoso che aveva intenzione di affidargli un ruolo da protagonista nel suo ultimo film.
Si alzò di buon'ora e cominciò a prepararsi con meticolosità senza lasciare nessun dettaglio al caso, doveva essere perfetto, non poteva sbagliare...
Indossò la camicia, che aveva comprato un paio di giorni prima in centro, abbinandola a un jeans semplice e lineare che nella sua essenzialità metteva in risalto il suo fisico asciutto e ben modellato.
Bevve un caffè amaro come faceva tutte le mattine e in breve fu pronto per uscire.
Giù in strada le macchine s'inseguivano a ritmo frenetico nella loro corsa verso il nulla, inghiottite dal traffico della città ormai sveglia da un pezzo.
La gente indifferente sui marciapiedi laterali seguiva lo stesso ritmo delle automobili e sembrava diretta verso la stessa meta.
Marco sentiva di non appartenere a tutto ciò.
Non amava correr, preferiva riflettere e ascoltare musica classica, si sentiva come un pesce fuor d'acqua anche se non lo dava a vedere minimamente. Sapeva fingere molto bene e, d'altronde, si era scelto il mestiere dell'attore e poteva fingere come voleva senza che nessuno avesse qualcosa da ridire.
Lentamente s'incamminò verso il luogo dell'appuntamento e mentre tutto gli scivolava intorno indifferente, un'immagine di donna catturò la sua attenzione. Come un'apparizione Myriam se ne stava impalata davanti a una vetrina ad ammirare un abito che non avrebbe mai avuto il coraggio di comprare.
Sembrava assorta nei suoi pensieri, quasi assente.
Il suo corpo era lì, ma la sua mente vagava...
S'immaginava con indosso quel vestito a una serata importante.
Luci, colori, musica... una scena da film romantico dei più classici.
Poi all'improvviso una voce la riportò alla realtà:
"Ciao!"
Marco aveva preso il coraggio a quattro mani e l'aveva salutata. Era lei, la donna che aveva incontrato pochi giorni prima.
Myriam ritornò sulla Terra: "Ciao, ci conosciamo?"
"No, hai ragione non ci conosciamo, ma possiamo presentarci..."
Lei lo guardò dall'alto in basso con sguardo interrogativo, interdetta per essere stata interrotta mentre fantasticava. Non rispose e cominciò a camminare indignata.
Marco si rese subito conto conto di aver fatto la più grande gaffe della sua vita... Come poteva aspettarsi che lei accettasse volentieri di essere avvicinata da un perfetto sconosciuto? Aveva sbagliato tutto... e adesso non aveva il coraggio di seguirla nè di tentare un nuovo approccio.
(continua)

"Più che una fine della guerra, vogliamo la fine dei principi di tutte le guerre."
-Roosvelt-
continua...
Amicizia o Amore?

L'uomo non è un'isola, non siamo fatti per stare da soli, anche se spesso gli altri ci sembrano di troppo.
Basta una piccola difficoltà, un'incertezza e subito cerchiamo conforto in qualcuno che ci sta vicino... il compito speciale dell'amico è quello di essere sempre presente e di condividere gioie e dolori con l'altro.
Tutto va bene quando si è dello stesso sesso, si stabiliscono un rapporto e una complicità particolari che solo tra persone dello stesso sesso si possono avere, ma quando l'amicizia nasce tra due appartenenti a sessi opposti?
«Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia.»
Qual è il confine tra amicizia e amore? Esiste l'amicizia tra uomo e donna? Un interrogativo che sembra destinato a non trovare mai una risposta...

Luci soffuse
sul tuo corpo
nudo
disteso
accanto a me
Nella penombra ti osservo
i miei occhi
ti scrutano...
la mia mente vacilla
imponente il ricordo
una morsa mi stringe
il ventre
al pensiero
di quanto sono tua
La loro vita era cambiata in maniera impercettibile, ma indelebile e dovevano solo prendere coscienza di se stessi…
ancora non so se questo racconto avrà un seguito, dipende dall'ispirazione del momento e soprattutto dal vostro parere... magari potete anche suggerirmi qualcosa o fare supposizioni, e io potrei ispirarmi...
forse forse mi è tornata la voglia di scrivere....
grazie a tutti per la collaborazione e per passare sempre di qui!!!

Le tue mani lente
scivolano
sui miei seni ansiosi
e poi giù
lungo i fianchi
E vibro
come corda di violino
E mi abbandono
come musica sensuale
morbida e suadente
E i nostri corpi
si muovono inseguendosi
Si cercano ritrovandosi
per completarsi
l'uno nell'altro.

Languide e calde
emozioni liquide
di sensi accesi
da voglie non sopite
nella notte complice
Sono dea del tuo piacere
per te signore dei miei sensi.