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Pensieri, emozioni, parole...

giovedì, 19 aprile 2007
commenti (4)

Alessandro Papetti
Città 9 oil on canvas 205x132

Due giorni dopo, Marco aveva appuntamento con il suo impresario che gli avrebbe presentato un produttore facoltoso che aveva intenzione di affidargli un ruolo da protagonista nel suo ultimo film.
Si alzò di buon'ora e cominciò a prepararsi con meticolosità senza lasciare nessun dettaglio al caso, doveva essere perfetto, non poteva sbagliare...
Indossò la camicia, che aveva comprato un paio di giorni prima in centro, abbinandola a un jeans semplice e lineare che nella sua essenzialità metteva in risalto il suo fisico asciutto e ben modellato.
Bevve un caffè amaro come faceva tutte le mattine e in breve fu pronto per uscire.

Giù in strada le macchine s'inseguivano a ritmo frenetico nella loro corsa verso il nulla, inghiottite dal traffico della città ormai sveglia da un pezzo.
La gente indifferente sui marciapiedi laterali seguiva lo stesso ritmo delle automobili e sembrava diretta verso la stessa meta.

Marco sentiva di non appartenere a tutto ciò.
Non amava correr, preferiva riflettere e ascoltare musica classica, si sentiva come un pesce fuor d'acqua anche se non lo dava a vedere minimamente. Sapeva fingere molto bene e, d'altronde, si era scelto il mestiere dell'attore e poteva fingere come voleva senza che nessuno avesse qualcosa da ridire.

Lentamente s'incamminò verso il luogo dell'appuntamento e mentre tutto gli scivolava intorno indifferente, un'immagine di donna catturò la sua attenzione. Come un'apparizione Myriam se ne stava impalata davanti a una vetrina ad ammirare un abito che non avrebbe mai avuto il coraggio di comprare.
Sembrava assorta nei suoi pensieri, quasi assente.
Il suo corpo era lì, ma la sua mente vagava...
S'immaginava con indosso quel vestito a una serata importante.
Luci, colori, musica... una scena da film romantico dei più classici.
Poi all'improvviso una voce la riportò alla realtà:
"Ciao!"
Marco aveva preso il coraggio a quattro mani e l'aveva salutata. Era lei, la donna che aveva incontrato pochi giorni prima.  
Myriam ritornò sulla Terra: "Ciao, ci conosciamo?"
"No, hai ragione non ci conosciamo, ma possiamo presentarci..."

Lei lo guardò dall'alto in basso con sguardo interrogativo, interdetta per essere stata interrotta mentre fantasticava. Non rispose e cominciò a camminare indignata.
Marco si rese subito conto conto di aver fatto la più grande gaffe della sua vita... Come poteva aspettarsi che lei accettasse volentieri di essere avvicinata da un perfetto sconosciuto? Aveva sbagliato tutto... e adesso non aveva il coraggio di seguirla nè di tentare un nuovo approccio.

(continua)

giovedì, 12 aprile 2007
commenti (2)
Myriam (terza puntata)
 
Myriam era una ragazza semplice che aveva trascorso una vita normale fino a quel momento, niente di straordinario le era mai successo come di solito capita alle ragazze della sua età.
Ventisette anni trascorsi tra casa, scuola, famiglia e pochi amici sinceri.
Era stata anche all’estero a studiare e aveva seguito un master in Inghilterra e un altro in Francia. Si era laureata in Lingue e Letterature Straniere e aveva scelto di specializzarsi in traduzione letteraria.
Il suo grande sogno era tradurre un romanzo di qualche autore sconosciuto per poi essere pubblicato da una casa editrice italiana e portare, in bella vista, il nome del suo traduttore.
Le cose non erano andate proprio come aveva desiderato, nonostante si fosse impegnata con tutte le sue forze, e si era accontentata di lavorare per alcune agenzie di traduzione che le chiedevano di tradurre soprattutto testi di carattere tecnico e scientifico. Il suo sogno rimaneva lì sul fondo del cassetto ad aspettare il momento giusto per realizzarsi. Intanto Myriam continuava a studiare e a perfezionarsi mentre traduceva pagine e pagine di manuali tecnici e industriali.
Quante giornate passate davanti al suo computer mentre un sole implacabile non dava tregua ai passanti giù nella strada davanti alla sua finestra…
L’isolamento in cui si rinchiudeva così spesso, soprattutto nei momenti di lavoro più intenso, le aveva fatto desiderare a volte di cambiare lavoro ripiegando su qualcosa che le avrebbe permesso di lasciare le mura domestiche.   
 
Non avevano niente in comune lei e Marco, eppure nel momento in cui gli sguardi si erano incrociati entrambi avevano sentito una forte emotività inespressa, latente dietro l’immagine precisa e composta che si erano dati di se stessi.
 
Ognuno di noi si costruisce una maschera celando il proprio modo di essere per non rischiare di farsi del male nell’impatto con la realtà. Dietro la loro immagine ufficiale entrambi nascondevano la propria sensibilità e difficilmente si lasciavano andare oltre i limiti del buon senso.
 
(continua)
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mercoledì, 11 aprile 2007
commenti (1)

Marco (seconda puntata)
 
Marco, uno degli attori più belli dell’ultima stagione cinematografica aveva aspettato molto prima di riuscire ad arrivare sulle copertine dei giornali. Dopo una lunga gavetta come modello, e come attore di fotoromanzi, finalmente lo scorso settembre era stato contattato da un manager cinematografico che gli aveva chiesto di partecipare a dei provini per un film.
 
Era la sua grande occasione, finalmente avrebbe potuto dimostrare di che pasta era fatto.
 
Successivamente gli erano stati proposti altri contratti, che pur se per piccole parti, gli avevano dato la possibilità di farsi conoscere nel mondo del cinema.
 
Nel momento in cui i suoi occhi avevano incontrato quelli di Myriam, si era reso conto che tutto era diverso da come gli era sembrato finora. Da quell’istante ogni cosa gli era apparso sotto una nuova luce.
Anche lui si era chiesto chi era quella ragazza, e tornando a casa non riusciva a dimenticare i lineamenti del suo volto delicato ed elegante in cui gli occhi sembravano pietre preziose incastonate.
 
Doveva incontrarla di nuovo, ma come? Non sapeva niente di lei, nemmeno il nome…
non aveva avuto il tempo di fermarla né di parlarle.
 
Anche lui aveva percepito quel cambiamento che era avvenuto nel fondo della sua anima, ma non era capace di prenderne coscienza.
foto Tom Cruise
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mercoledì, 11 aprile 2007
commenti (2)

"Più che una fine della guerra, vogliamo la fine dei principi di tutte le guerre."

-Roosvelt-

continua...

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martedì, 10 aprile 2007
commenti (10)

Amicizia o Amore?

L'uomo non è un'isola, non siamo fatti per stare da soli, anche se spesso gli altri ci sembrano di troppo.

Basta una piccola difficoltà, un'incertezza e subito cerchiamo conforto in qualcuno che ci sta vicino...  il compito speciale dell'amico è quello di essere sempre presente e di condividere gioie e dolori con l'altro.

Tutto va bene quando si è dello stesso sesso, si stabiliscono un rapporto e una complicità particolari che solo tra persone dello stesso sesso si possono avere, ma quando l'amicizia nasce tra due appartenenti a sessi opposti?

Oscar Wilde

Oscar Wilde

«Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia.»

Qual è il confine tra amicizia e amore? Esiste l'amicizia tra uomo e donna? Un interrogativo che sembra destinato a non trovare mai una risposta...

giovedì, 05 aprile 2007
commenti (11)

Luci soffuse

sul tuo corpo

nudo

disteso

accanto a me

Nella penombra ti osservo

i miei occhi

ti scrutano...

la mia mente vacilla

imponente il ricordo

una morsa mi stringe

il ventre

al pensiero

di quanto sono tua

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mercoledì, 04 aprile 2007
commenti (2)
Myriam restò colpita dal suo sguardo appena lo vide, gli occhi di lui penetrarono i suoi scuotendole l’anima in fondo come non le era mai capitato prima. Chi era quell’uomo che le provocava quelle emozioni inaspettate? Era rimasta stupita quando alcuni giorni dopo averlo incontrato in strada aveva visto la sua foto sulla prima pagina di uno dei giornali scandalistici più famosi.
Era una celebrità, e per un lungo istante i loro sguardi si erano incrociati, come a volersi leggere gli uni negli altri, ignari dell’effetto che ciò avrebbe provocato sulla loro anima.
Occhi sinceri e puri che sapevano dare emozioni che nessuno poteva conoscere, solo loro erano i padroni del proprio destino.
Ma ancora non ne erano consapevoli…

La loro vita era cambiata in maniera impercettibile, ma indelebile e dovevano solo prendere coscienza di se stessi…

ancora non so se questo racconto avrà un seguito, dipende dall'ispirazione del momento e soprattutto dal vostro parere... magari potete anche suggerirmi qualcosa o fare supposizioni, e io potrei ispirarmi...

forse forse mi è tornata la voglia di scrivere....

grazie a tutti per la collaborazione e per passare sempre di qui!!!

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mercoledì, 04 aprile 2007
commenti (3)

 

Le tue mani lente

scivolano

sui miei seni ansiosi

e poi giù

lungo i fianchi 

E vibro

come corda di violino

E mi abbandono

come musica sensuale

morbida e suadente

E i nostri corpi

si muovono inseguendosi

Si cercano ritrovandosi

per completarsi

l'uno nell'altro.

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lunedì, 02 aprile 2007
commenti (4)

Languide e calde

emozioni liquide

di sensi accesi

da voglie non sopite

nella notte complice

Sono dea del tuo piacere

per te signore dei miei sensi.

 

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