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L'ordinamento in questione vieta il lavoro delle donne nei due mesi precedenti e nei tre successivi la data del parto, e consente l'assenza dal lavoro, con conservazione del posto, per i sei mesi che seguono l'astensione obbligatoria (legge 30 dicembre 1971 n° 1204). L'indennità di maternità è stata in seguito prevista dalla legge anche a favore delle lavoratrici autonome e delle libere professioniste (rispettivamente legge 29 dicembre 1987 n° 546 e legge 11 dicembre 1990 n° 379).
Tappe principali dell'emancipazione femminile nel mondo:
| 1628 | Papa Urbano VIII autorizza le suore dell'ordine delle Orsoline e delle Agostiniane a fondare scuole femminili per ovviare "all'ignoranza delle ragazze e alla corruzione dei costumi". Negli stessi anni, la figlia adottiva di Montaigne, Marie Le Jars de Gournay (1566 - 1645), scrive un Trattato sull'uguaglianza degli uomini e delle donne e uno scritto Lamenti delle dame, che inquadra la sottomessa condizione femminile, anche nei ceti più nobili. |
| 1647 | In Inghilterra Mary Astell propone la fondazione di una università femminile (poiché alle donne non è permesso frequentare le altre, esclusivo privilegio degli uomini), la proposta però fu bocciata. |
| 1785 | Sarah Trimmer riesce a fondare delle scuole specializzate di istruzione tecnica, che trovano la loro collocazione alla luce dello sviluppo industriale della Nazione Inglese. |
| 1791 | In Francia, Olympiè de Gouges prepara la "Dichiarazione dei diritti delle donne". |
| 1832 | Ancora in Francia Marie Reine Guindorf e Désirée Véret fondano il giornale "La donna libera", redatto esclusivamente da donne. |
| 1835 | Nasce in Inghilterra il movimento detto delle "suffragette", perché chiedono che il suffragio, cioè il diritto di voto, sia veramente universale, esteso quindi anche alle donne. |
| 1865-70 | Due donne inglesi, dopo aver ottenuto di essere ammesse a frequentare l'Università, conseguono la laurea in medicina. |
| 1866 | Per la prima volta in Europa, precisamente in Svezia, la donna viene ammessa al voto. |
| 1871 | Nasce in Francia "l'Unione Donne" per iniziativa di Elisabeth Dimitriev, amica di Marx. E' una specie di camera del lavoro che si propone di raggruppare le donne secondo le categorie lavorative. |
| 1900 | Viene approvata in Francia una legge che permette alle donne di esercitare la professione di avvocato. |
| 1920 | Per la prima volta nella storia, una donna, Jean Tardy entra a far parte di un ministero, il Ministero del Lavoro. |
| 1947 | Viene eletta la prima donna Ministro della Francia: Madame Poins - Chapuis, che assumerà il dicastero della Sanità Pubblica. Nel 1945 le francesi avevano ottenuto finalmente di andare a votare. |
| 1963 | Valentina Tereskova, russa, è la prima donna astronauta lanciata nello spazio. |
| 1966 | Indira Gandhi diventa Primo ministro dell'India; il fatto desta grande stupore, mai fino ad allora, una donna aveva ricoperto questo ruolo. |
| 1969 | Golda Meir, ucraina emigrata negli Stati Uniti dalla Russia nel 1906, e stabilitasi in Palestina nel 1920, diventa Primo Ministro dello Stato di Israele. |
Tappe principali dell'emancipazione femminile in Italia:
In Italia la situazione è diversa. Grazie infatti alla intensa vita culturale che ha da sempre caratterizzato il nostro Paese, si sono verificati in modo sporadico atti di avanguardia che non hanno mutato, tuttavia, nel complesso la visione piuttosto arretrata dei ruoli della donna.
| 1678 | Lucrezia Cornaro, giovane di vastissima cultura (parla correntemente 6 lingue ed è studiosa di teologia e filosofia), diventa, per incarico della Repubblica di Venezia, la prima professoressa universitaria. |
| 1758 | La bolognese Anna Morandi, occupa la cattedra di anatomia all'Università di Firenze. Nei moti carbonari del 1821 si distingueranno le donne chiamate in codice "giardiniere", ma si tratta soltanto di casi isolati, in generale, nelle donne si continua a vedere solo qualcuno da destinare alla cura della casa e dei figli, da tenere lontano dalle attività politiche e sociali. |
| 1889 | Viene fondato a Varese il primo sindacato femminile che difende i diritti delle tessitrici. |
| 1907 | Entra in vigore la prima legge sulla tutela del lavoro femminile e minorile. La prima donna italiana, la torinese Ernestina Prola, ottiene la patente per la guida automobilistica. Maria Montessori fonda, nel quartiere popolare di S. Lorenzo, a Roma, la prima "casa del bambino". |
| 1908 | Anno di fondazione dell'Unione Donne di Azione Cattolica (UDACI), che cerca di opporsi alla laicizzazione della scuola e di promuovere la cultura femminile. |
| 1912 | Sulla scia della Lega Socialista, nata agli inizi del secolo, si costituisce l'Unione Nazionale delle donne socialiste. Da qualche tempo esule in Italia, Anna Michailovna Kuliscioff, a fianco di Filippo Turati, lavora per inserire la donna nella vita politica e affinchè lo Stato riconosca i suoi diritti. Nel "Primo Congresso delle Donne Italiane", al quale parteciparono tanto le donne cattoliche quanto le socialiste, le ideologie e le mete, però, differiscono troppo fra loro e ciascun gruppo intraprende strade differenti, perseguendo obbiettivi diversi. |
| 1918 | Nasce la Gioventù Cattolica, destinata a formare le giovani dall'infanzia fino ai 30 anni alla vita religiosa e sociale. |
| 1931 | Il Fascismo abolisce tutte le associazioni cattoliche e solo dopo la ferma presa di posizione di Pio XI, permetterà loro di vivere a condizione che esse abbiano solo uno scopo religioso. Tuttavia la seconda guerra mondiale, assai più della prima, porterà la donna, ad occupare anche posti di grande responsabilità civile considerati fino a quel momento soltanto "maschili" ottenendo non di rado risultati anche migliori. L'apporto dato dalla donna alla Resistenza è stato spesso insostituibile. |
| 1945 | Nascono il Centro Femminile Italiano (CIF) che si propone di ottenere la ricostruzione della Patria, devastata dalla guerra e impoverita già precedentemente dalla politica ambiziosa di Mussolini, attraverso la giusta valorizzazione delle risorse femminili, e l'Unione Donne Italiane (UDI), propaggine del Partito Comunista, che si propone di coinvolgere attivamente le donne nella vita del Paese. Anche in Italia (1946) dopo Svezia (1866), Finlandia (1906), Norvegia (1909), Danimarca (1915), U.R.S.S. (1917), Inghilterra (1918), Stati Uniti (1920) e Francia (1945) fu riconosciuto alle donne il diritto di voto. |
| 1950 | Viene emanata la prima legge che garantisce la conservazione del posto di lavoro per la lavoratrice madre. |
| 1951 | Angela Cingolani, democristiana, è la prima donna sottosegretario d'Italia. |
| 1958 | E' approvata dal Parlamento, una legge, proposta dalla senatrice Lina Merlin (socialista), in cui si sancisce la chiusura dei bordelli, la legge che aveva lo scopo di eliminare dal Paese la piaga della prostituzione, mostra subito i suoi limiti, infatti la prostituzione dalle famose "case chiuse", si riversa nelle strade, non diminuendo affatto il giro di affari. |
| 1959 | Nasce il Corpo di Polizia femminile. |
| 1961 | Le donne possono intraprendere senza più ostacoli la carriera della magistratura e della diplomazia. |
| 1963 | Alle casalinghe viene riconosciuto il diritto alla pensione di invalidità e vecchiaia. |
| 1975 | Entra in vigore il nuovo Diritto di famiglia. |
| 1976 | Per la prima volta in Italia una donna, la democristiana Tina Anselmi, assume la carica di Ministro di un settore piuttosto difficile: quello del Lavoro. |
| 1979 | Leonilde Jotti (comunista) è eletta presidente della Camera dei Deputati italiana. La francese Simone Weil , è eletta presidente del Parlamento Europeo. |
Le tappe dell'emancipazione femminile in Italia, da questo momento in poi, si susseguono una dietro l'altra con un ritmo incalzante.
Il ruolo della donna, nonostante ci sia ancora tanta strada da percorrere, è giunto ad avere un pieno riconoscimento in tutte le società occidentali.
Non dobbiamo dimenticare, però, che molto è stato fatto e che parecchi obiettivi sono stati raggiunti, grazie soprattutto al lavoro e all'impegno di molte donne, che hanno contribuito lavorando senza raggiungere la fama, nell'ombra, con il loro quotidiano impegno, a volte con sacrificio, affinché ci fosse uguaglianza effettiva e non soltanto a parole fra i sessi.
http://www.italiadonna.it/public/percorsi/11004/11004app02.htm
LA LENTA E DIFFICILE INTEGRAZIONE DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELLA DONNA
"Voglio essere una potente voce morale che si esprime in difesa di tutte le vittime dell'oppressione, della discriminazione e dell'esclusione, a qualsiasi Paese esse appartengano e di qualsiasi natura siano i soprusi che esse subiscono"
Mary Robinson, Haut Commissaire aux Droit de l'Homme, Assemblea Generale delle Nazioni Unite, novembre 1997
Il principio di universalità dei Diritti Umani viene contestato da alcuni governi confessionali, al primo posto quelli islamici, che vogliono perseverare nell'attuazione della discriminazione perpetrata soprattutto ai danni delle donne, ma contemporaneamente giustificare il loro comportamento al cospetto degli altri Paesi.
Il Diritto di Universalità, è bene ricordarlo non vuole imporre una Cultura Unica, ma vuole che la libertà di coscienza e di giudizio venga garantita, cercando di preservare la Differenza.
L'universalità, quindi, non è sinonimo di uniformità.
Nella Dichiarazione Programmatica di Pechino, paragrafo 118, possiamo leggere che la violenza perpetrata nei confronti delle donne, ha prodotto come effetto il potere degli uomini, e la conseguente discriminazione, che le donne hanno patito, ha rallentato lo sviluppo dell'autonomia femminile.
Testimonianza di atrocità commesse in nome della tradizione, le possiamo trovare nei riti di passaggio di molti Paesi africani e del Medio Oriente, che prevedono la mutilazione degli organi genitali esterni come passo necessario, da compiere nel pieno rispetto di riti atavici, per consacrare il passaggio dalla fanciullezza alla vita adulta. La violenza contro le donne, comprese quelle domestiche, sono da considerarsi elemento integrante del modello culturale di molti paesi non necessariamente arretrati.
Questi "interventi" compiuti in condizioni igieniche discutibili, da persone investite del potere del rito, ma non certo della conoscenza medica necessaria, sono l'esempio più eclatante della violazione dei diritti più elementari della donne.
Il numero delle adolescenti che ha subito una mutilazione di questo tipo, ad un calcolo approssimativo risulta essere di circa 130 milioni.
Numerosi sono i Documenti Ufficiali in cui vengono menzionate le violenze e le discriminazioni che hanno come soggetto le donne, come un male da estirpare attraverso interventi efficaci tesi alla totale cancellazione del fenomeno, ne sono un esempio la Quarta Conferenza Mondiale per i Diritti della Donna (1995), la Dichiarazione di Vienna (1993), in cui tutti i Paesi venivano sollecitati a ratificare la Convenzione dell'ONU sull'eliminazione delle discriminazioni nei confronti delle donne (nel 1997 solo 162 Stati su 190 avevano ratificato il documento, si spera che per il 50° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo anche i 28 Stati restanti adottino tali disposizioni).
Dall'Articolo di Giulia Bugliolo Bruna apparso su "Nuovi Orizzonti Europa" Periodico degli Italiani residenti in Francia, Belgio e Lussemburgo, n° 215 del Novembre 1998
Povertà Femminile: situazioni vecchie e nuove che aprono la strada alla povertà ed all'emarginazione. La povertà delle donne affonda radici in un passato lontano: vedove, orfane, prostitute. Le strade hanno sempre conosciuto bene il volto femminile dell'indigenza…quella che non lascia scampo ad altre vie d'uscita. Solo piccoli lavoretti e la speranza di trovare un impiego presso una casa signorile.
Le cose sono diventate più difficili con l'industrializzazione. Si è sgretolato l'istituto sociale della famiglia, e con esso il sostegno al lavoro di cura svolto dalle donne all'interno di essa. Le donne si sono trovate a lavorare fuori casa (con stipendi più bassi e condizioni meno salubri dei loro colleghi) e ad occuparsi dei figli, senza alcun aiuto esterno.
La morte improvvisa del coniuge o una gravidanza inaspettata gettavano la donna in un limbo da cui era difficile uscire. Il lavoro precario e nocivo spesso non bastava per mantenere la prole. In abitazioni fatiscenti, con un'alimentazione povera e scarsa, le donne si ammalavano e finivano con il perdere l'impiego. Un effetto domino investiva drammaticamente la sua vita, già fatta di stenti e fatica.
Non è un girone dantesco, ma le condizioni della classe operaia femminile nell'800 e nei primi decenni del secolo scorso.
Sebbene, oggi, molte cose siano cambiate, tuttavia il processo attraverso cui le donne cadono in povertà rimane lo stesso, con le dovute differenze chiaramente.
Un discorso sulla povertà femminile oggi appare quasi come la rivelazione di un nuovo e recente fenomeno sociale. In realtà non è così. La povertà femminile è sempre esistita, ma celata in generiche statistiche e all'interno dei nuclei familiari.
Nei Paesi Industrializzati il fenomeno della povertà e più nello specifico della povertà femminile sta emergendo con una proporzione preoccupante.
In riferimento all'Italia, circa il 10-13% della popolazione femminile vive in una condizione di povertà estrema, di cui il 40% è compresa in una fascia d'età tra i 19 ed i 24 anni. Un segmento, quindi, debole, per il quale l'accesso al mondo del lavoro è difficile, provocando una serie di privazioni materiali che conducono ad un processo di marginalità ed esclusione irreversibili.
8 MARZO, FESTA DELLA DONNA ?
Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.
Questo triste accadimento, ha dato il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica.
Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagonistele rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni femminili organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione femminile, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato di questa ricorrenza, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, come possiamo leggere sui giornali, che danno grande rilevanza alla cosa, riproponendo per una volta i ruoli invertiti.
Per celebrare la festa della donna, bisogna comportarsi come gli uomini?
http://www.italiadonna.it/societa/soc12.htm
Donna Completa (Cento sonetti d’amore, XII)
-Pablo Neruda
Donna completa, mela carnale, luna calda,
denso aroma d'alghe, fango e luce pestati,
quale oscura chiarità s'apre tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi?
Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche tempeste di farina:
amare è un combattimento di lampi
e due corpi da un solo miele sconfitti.
Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli,
e il fuoco genitale trasformato in delizia
corre per i sottili cammini del sangue
fino a precipitarsi come un garofano notturno,
fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra.
Antonio De Curtis Eurispes:ricerca sulla donna italiana 8 marzo 2006 In concomitanza con l'8 marzo, l'Eurispes ha voluto dedicare una riflessione alla condizione della donna, impegnata tra il moltiplicarsi dei ruoli che la società richiede e la necessità di districarsi all'interno di una complessità sempre più crescente. Uno sguardo sulla situazione lavorativa e sulla percezione delle proprie condizioni economiche, ma anche sui valori fondamentali e sui cambiamenti del rapporto uomo-donna. "La ricerca ha evidenziato - ha detto il prof. Gian Maria Fara, Presidente dell'Eurispes - come il ruolo e la condizione della donna oggi in Italia presentino il rischio di una pericolosa involuzione culturale, sociale ed economica. In particolare, lo studio evidenzia come il tasso di occupazione femminile in Italia è pari al 45,1%, un dato che è il più basso dell'Unione a 15 (in Danimarca è al 72,8%, in Svezia al 71,6%, in Germania al 60,2%, in Francia al 57,8%, in Spagna al 48,4%). Il dato è significativo di quanto potenziale economico e produttivo il nostro Paese disperde a causa della bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro. Anche sul piano culturale, le rilevazioni effettuate dall'Eurispes mostrano la persistenza di vecchi incrostazioni e luoghi comuni: pensiamo, solo per fare un esempio, a quel 40% di uomini che ritiene che la cura della casa sia soprattutto compito della donna. In materia di spesa pubblica per la famiglia, la casa e l'esclusione sociale, l'Italia si colloca al penultimo posto della graduatoria europea, cui dedica appena l'1,1% del Pil, contro una media della Ue a 15 pari al 3,4%. http://www.raiutile.rai.it/notizia.jsp?id=2650 Quello Che Le Donne Non Dicono Donne " La forza delle donne " No Woman No Cry di Bob Marley No Woman No Cry
La donna
Chi l'ha criata è stato nu grand'ommo,
nun 'o vvoglio sapè, chi è stato è stato;
è stato 'o Pateterno? E quanno, e comme?
Ch'avite ditto? '0 fatto d' 'a custata?
Ma 'a femmena è na cosa troppo bella,
nun 'a puteva fà cu 'a custatella!
Per carità, non dite fesserie!
Mo v' 'o ddich'io comm' è stata criata:
è stato nu lavoro 'e fantasia,
è stata na magnifica truvata,
e su questo non faccio discussione;
chi l'ha criata è gghiuto int' 'o pallone!
Ci fanno compagnia certe lettere d'amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po'
è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si".
In fretta vanno via della giornate senza fine,
silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà...
E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c'è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po'
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.
Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate ,
ma potrai trovarci ancora quì
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro "si",
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si"Donne
Zucchero
In cerca di guai
Donne a un telefono che non suona mai
Donne
In mezzo a una via
Donne allo sbando senza compagnia
Negli occhi hanno dei consigli
E tanta voglia di avventure
E se hanno fatto molti sbagli
Sono piene di paure
Le vedi camminare insieme
Nella pioggia o sotto il sole
Dentro pomeriggi opachi
Senza gioia né dolore
Donne
Pianeti dispersi
Per tutti gli uomini così diversi
Donne
Amiche di sempre
Donne alla moda, donne contro corrente...
Negli occhi hanno gli aeroplani
Per volare ad alta quota
Dove si respira l'aria
E la vita non è vuota
Le vedi camminare insieme
Nella pioggia o sotto il sole
Dentro pomeriggi opachi
Senza gioia ne dolore
Le vedi camminare insieme
Nella pioggia o sotto il sole
Dentro pomeriggi opachi
Senza gioia ne dolore
Donne
In cerca di guai
Donne a un telefono che non suona mai
Donne
In mezzo a una via
Donne allo sbando senza compagnia.
(Gigi D'Alessio)
la forza delle donne
non puo' finire mai
l'amore delle donne
non ci abbandona mai
la forza delle donne
non puo' finire mai
l'amore delle donne
non ci abbandona mai
nella fine di una storia sulla scia
in silenzio se ne sanno andare via
se ti lasciano il fantasma
di ricordi dentro te
credi solo in tutto quello che non c'e'
donne di chi
con un tocco d'eleganza
sanno dirti di si'
donne e magia
sono tutte un po' madonne
con il nome maria
donne e tabu'
si fanno rosse in viso
se il vestito va giu'
donne in corsia
per diventare mamme tra dolore e poesia
donna sei tu
quella da scavare dentro
per trovare di piu'
donna lo sai
dopo si fa sempre come vuoi
la forza delle donne
non puo' finire mai
l'amore delle donne
non ci abbandona mai
un tramonto un'alba un po' di gelosia
non avrebbe senso se non fossi mia
anche l'aria ha piu' sapore
respirata insieme a te
fanno grande pure l'uomo che c'e'in me
donne di chi
con un tocco d'eleganza
sanno dirti di si'
donne e magia
sono tutte un po' madonne
con il nome maria
donne e tabu'
si fanno rosse in viso
se il vestito va giu'
donne in corsia
per diventare mamme tra dolore e poesia
donna sei tu
quella da scavare dentro
per trovare di piu'
donna che sia
e' bello conservarti in una fotografia
donna se vuoi
sai tenere in pugno anche gli eroi
la forza delle donne
non puo' finire mai
l'amore delle donne
non ci abbandona mai
la forza delle donne
non puo' finire mai
l'amore delle donne
non ci abbandona mai
la forza delle donne
non puo' finire mai
l'amore delle donne
non ci abbandona mai
da Natty Dread - 1975
No Woman, no cry
No woman, no cry
No woman, no cry
No woman, no cry
'Cause I remember when we used to sit
In a government yard in Trenchtown
Observing the hypocrites
Mingle with the good people we meet
Good friends we have
Oh, good friends we have lost along the way
In this great future, you can't forget
your past
So dry your tears, I seh
No woman no cry
No woman no cry
Little darlin', don't shed no tears
No woman no cry
Said I remember when we used to sit
In the government yard in Trenchtown
And then Georgie would make the fire lights
I seh, log would burnin' thru the nights
Then we would cook cornmeal porridge of which I'll
share with you
My feet is my only carriage and
so I've got to push on thru
Oh, while I'm gone
Everything's gonna be alright
Everything's gonna be alright
No woman no cry
No woman no cry
I seh little darlin' don't shed no tears
No woman no cry