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Pensieri, emozioni, parole...

domenica, 13 settembre 2009
commenti
lunedì, 18 settembre 2006
commenti (7)

La necessità di trovare un equilibrio

 

 

Da secoli l’uomo si è trovato di fronte a culture e ideologie diverse. Leggi e costumi non condivisi, religioni e idee politiche di diversa ispirazione che hanno plasmato la mente e forgiato il modo di essere di milioni e milioni di persone. In passato si era più inclini a rifiutare tutto ciò che era considerato diverso, che non si conformava al modo generale di pensare o che, comunque avesse delle caratteristiche insolite ed esotiche. Di conseguenza ogni atteggiamento che rientrava in questa definizione, era osteggiato e, nel Medioevo bigotto, era combattuto come qualcosa proveniente dal male e assolutamente da estirpare per evitare la contaminazione con il resto della popolazione.

Oggi, a molti secoli di distanza, la tendenza è generalmente cambiata e si va verso un’accettazione del diverso e dell’ “esotico” sempre più consapevole e rivolta verso la tolleranza e la contaminazione. Tutto ciò è inevitabile, uomini di diverse etnie e provenienza vengono ogni giorno a contatto gli uni con gli altri regalandosi un pezzo di se stessi e della propria cultura a vicenda. Da ciò deriva una lenta e graduale metamorfosi che, anche se inconsapevolmente, ci coinvolge. Elementi cosiddetti stranieri si mescolano alla vita di tutti i giorni, usi e costumi, un tempo relegati a paesi lontani, arrivano a noi sotto forma di mode e tendenze. Tutto ciò s’insinua nella nostra vita senza trovare barriere. Ci si veste con accessori e abbigliamento etnico senza problemi, sfoggiando magari un paio di orecchini proveniente dall’Africa, o altri oggetti tipici di queste culture.

Quest’atteggiamento sembra però cambiare orientamento nel momento in cui incontriamo un extracomunitario all’angolo della strada intento a vendere fazzoletti, oppure quando sull’autobus sale un gruppo di “zingari”. C’è sempre qualcuno che si volta con aria di superiorità e con la puzza sotto al naso a guardare, oppure si sposta di posto evitando ogni possibile contatto fisico o verbale. Ecco che tutto ciò che, precedentemente era sembrato particolare, alla moda e di tendenza, viene dimenticato. Come se quegli oggetti e quel modo particolare di vestirsi non avessero fondamenti culturali, come se fossero totalmente staccati e privati del loro significato.

Portare il “tika”, quel puntino rosso che le donne indiane si disegnano al centro della fronte, per esempio, non è una moda, ma è un usanza ricca di significati e di intenso valore sociale.

Se quest’atteggiamento cambiasse dando più valore alle cose per quello che sono in realtà e cercando di non condannare o rifiutare tutto ciò che è esotico, come facevano nel Medioevo forse si potrebbe andare oltre il concetto di tolleranza e raggiungere una tranquilla e proficua convivenza tra gli individui di qualsiasi provenienza. Rifiutare o condannare ciò che è diverso senza conoscerlo è da ignoranti, e soprattutto da stupidi…

Spesso non si è affatto consapevoli di quanto possiamo imparare nel confronto con gli altri e con la loro cultura.

 fotografia di Sebastiao Salgado 

venerdì, 01 settembre 2006
commenti (8)

Nell'era internet tutti i lettori, più che mai, sono scrittori e che fanno gli editori? Non pubblicano più poesie.
Così qualche centinaio di blogger amanti della poesia decidono di pubblicare libri digitali e divulgarli con un sistema di banner attraverso i propri blog e quelli degli amici e siccome cento più cento più cento fa trecento... Di questo passo quale rete distributiva tradizionale potrà reggere il confronto? E siamo solo agli inizi...Così è nato e si è affermato un Concorso senza premi e senza gara, il
Concorso di Emozioni, che ha stimolato l'interesse e la curiosità degli editori e poi l'iniziativa letteraria Poetica_mente e altre in fase di preparazione, offrendo sempre nuove occasioni di crescita culturale grazie al web e a chi lo difende e lo coltiva con amore. Non è forse questo il futuro dell'editoria?

L'ebook o libro digitale di Poetica_mente 2 si può prelevare cliccando qui o sopra, sulla locandina dell'iniziativa. Il link di questo volume digitale è stato inserito anche nel sito del Blog degli Autori e nella home page del Concorso di Emozioni. Per facilitare la diffusione dell'ebook, quindi, è sufficiente mantenere esposto il banner del Concorso. L'inserimento del banner va segnalato lasciando un commento nel
post presente nel Blog Manuale di Mari.

lunedì, 21 agosto 2006
commenti (9)

Pioggia

Gocce di sudore

imperlano il tuo corpo

come rugiada

su foglia scossa dal vento.

Impetuoso il petto si gonfia

come cielo

prima di un temporale

impervia burrasca

di nuvole e passione

esplode in lampi

d'amore e fragore di tuono.

Le gocce cadono giù

lente

sottolineando la loro

liquida gravità

lungo  colline

armoniose 

di cespugli arruffati

e umidi di pioggia. 

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giovedì, 17 agosto 2006
commenti (6)

Stream of consiousness...

(il mio flusso di coscienza)

Sono qui seduta e lascio che le parole vengano da sole, in punta di piedi, silenziose, s'insinuano nella mente esplodendo...
a volte mi chiedo chi sono realmente... forse non avrò mai la risposta... come del resto credo nessuno lo saprà mai di se stesso. MIlle e mille volti umani, sovrapposti e intercambiabili, si susseguono incessantemente senza lasciare traccia o quasi.
Tutto dipende dal valore che ognuno di noi da a questi volti, il significato che ognuno di essi assume di volta in volta... è un po' come ricordare le cento maschere di Pirandello, la relatività dell'analizzare le cose e le persone che ci circondano rapportandoci a loro in maniera diversa...
I pensieri quando affollano la mente sono come ingarbugliati ed è difficile trovare il bandolo della matassa, è come ritrovarsi in un labirinto in cui non c'è via d'uscita se non un filo sottile come quello di Arianna, ma se lei non c'è non esiste nessun filo e si può annegare nei pensieri rischiando di trascurare la vita reale, di non vedere le piccole cose e nascondendosi in un modo personale e isolato da tutto....
Altre volte i pensieri sfuggono come le sensazioni che li hanno generati non consentendo di fermarli per assaporarne a pieno il gusto deciso... piccole e semplici scatole magiche racchiudono un potere inaudito, possono raggiungere il cuore, ma possono anche trafiggerlo per sempre... e tutto è ancora peggio se si cerca di esprimerlo con le parole che magari possono non essere le più appropriate.

Misteri di carta e inchiostro

appaiono e scompaiono

su un bianco accecante

come luci intermittenti

di stelle nella notte buia...

Piccoli lumicini del cuore

dell'anima che così

cerca di spiegarsi

di rendere tutto meno vano.

E' come un flusso interminabile di idee... che affiorano dal profondo...

l'amore mescolato al quotidiano
la gioia di un sorriso
uno sciocchezza
una risata
un pensiero triste
un pensiero allegro
il profumo della vita
il gusto della vita...

Daffodils

I wandered lonely as a cloud
That floats on high o'er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.

Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.

The waves beside them danced, but they
Out-did the sparkling leaves in glee;
A poet could not be but gay,
In such a jocund company!
I gazed—and gazed—but little thought
What wealth the show to me had brought:

For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.

by William Wordsworth

(una traduzione, certamente inadeguata, di questi versi per chi desiderasse comprenderne meglio il senso):


Vagabondavo solo come una nuvola

 

Che alta fluttua su valli e colline,
Quando a un tratto vidi una folla,
Una schiera di dorati narcisi
Lungo il lago e sotto gli alberi
Una miriade ne danzava nella brezza.
Fitti come le stelle che brillano
E sfavillano sulla Via Lattea,
Cosi' si stendevano in una linea infinita
Lungo le rive di una baia.
Una miriade ne colse il mio sguardo
I fiori si lanciarono in una danza gioiosa
Lì presso danzavano le onde scintillanti,
Superate in letizia dai narcisi;
Un poeta non poteva che esser lieto
In così ridente compagnia.
Mirando e rimirando, pensai poco
Al bene che la vista mi recava:
Spesso quando me ne sto disteso,
Senza pensieri, o pensieroso,
Essi balenano al mio occhio interiore
Che rende la solitudine beata,
E allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danzo con i narcisi.
mercoledì, 16 agosto 2006
commenti (4)

Salve a tutti! Sono tornata!!!
Ringrazio tutti voi che siete passati a trovarmi in questi giorni!!!! Siete stati molto carini...

Ora le vacanze sono finite...

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martedì, 08 agosto 2006
commenti (12)

Cari amici,

in questi giorni non ci sarò come al solito! Scusatemi se non passo da voi a salutarvi da qualche giorno... sono in vacanza anche se non parto! Tornerò sicuramente dopo il 15 agosto.

Vi lascio un bacio grande e buona estate!

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giovedì, 03 agosto 2006
commenti (6)

Voglia

Ho voglia di scivolare

su lenzuola di seta

morbide

carezzevoli

avvolgenti

Sentire il tuo respiro

invadermi

lieve in un sussurro

di baci

assaporare

parole non dette

pensieri

dolcemente indecenti

Ho voglia di volare

danzando un tango

provocante e

caliente come

terra

riscaldata dal sole

Ho voglia di sentire

la tua pelle

il tuo sguardo

le tue mani

che mi conducono

lenti

sul sentiero dell'abbandono

Ho voglia di te

di ogni tuo centimetro

di ogni tuo pensiero

ogni parola

ogni gesto....

Ho voglia d'amarti. 

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lunedì, 31 luglio 2006
commenti (4)

Dedicato a tutti i bambini nel mondo...

di ogni razza

colore

paese...

che ci sia sempre un arcobaleno...

Bambini (Paola Turci)

Bambino
Armato e disarmato in una foto
Senza felicità
Sfogliato e impaginato in questa vita
sola
Che non ti guarirà
Crescerò e sarò un po’ più uomo
ancora
Un’altra guerra mi cullerà
Crescerò combatterò questa paura
Che ora mi libera
Ragazzini corrono sui muri neri di città
Sanno tutto dell’amore che si prende
e non si dà
Sanno vendere il silenzio e il male
La loro poca libertà
Vendono polvere bianca ai nostri
anni
E alla pietà
Bambini, bambini
Bambino
In un barattolo è rinchiuso un seme
Come una bibita
Lo sai che ogni tua lacrima futura ha
un prezzo
Come la musica
Io non so quale bambino questa sera
Aprirà ferite e immagini
Aprirà
Le porte chiuse e una frontiera
In questa terra di uomini
Terra di uomini.. oh bambino
Qual è la piazza in Buenos Aires dove
tradirono
Tuo padre il suo passato assassinato
Desapareçidos
Ragazzini corrono sui muri neri di città
Sanno tutto dell’amore che si prende
e non si dà
Sanno vendere il silenzio e il male
La loro poca libertà
Vendono polvere bianca ai nostri
anni
E alla pietà
Bambini, bambini
Bambino
Armato e disarmato in una foto senza
felicità
Sfogliato e impaginato in questa vita
sola
Che ti sorriderà

fotografia di Sebastiao Salgado

fotografia di Sebastiao Salgado

domenica, 30 luglio 2006
commenti (10)

La voglia di esibirsi a tutti i costi.

Ultimamente viaggiando tra le vie di Splinder e tra i vari blog reperibili in rete, ho notato la grande presenza di culi, tette e altro... spesso ci si mostra in prima persona, con foto o si descrivono nei minimi particolari scene di sesso estremo e perversioni assurde... Nulla da dire contro questo tipo di espressione, ognuno è libero di scrivere o pubblicare ciò che vuole, e tutti siamo liberi di leggere o di non leggere detti blog... o vedere e non vedere certe fotografie.
Ciò che più mi fa pensare e riflettere non è tanto l'impatto visivo che ne deriva, ma il fatto che si tende sempre di più ad esibirsi, a mostrarsi nelle parti più intime o nelle situazioni più oscene, il tutto nel tentativo principale di ricevere approvazione da parte del pubblico...
Qualcuno mi potrebbe obiettare che anche la scrittura, o le poesie, tutto ciò che si pubblica in un blog insomma, rappresenta un mezzo per esibirsi. E forse non a torto.
Ma perché non conservare la propria dignità e postare foto delle proprie tette, o altro, pur di ricevere l'approvazione degli altri? Le vere qualità di una persona possono venore fuori anche attraverso le parole, o altre forme che denotino almeno un po' di intelligenza. Certo questa è una forma di libertà, ma secondo me non è altro che un altro tipo di schiavitù dell'immagine, dell'apparire, che ci domina inconsapevoli e ci sovrasta.