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Pensieri, emozioni, parole...

domenica, 13 settembre 2009
commenti
martedì, 10 aprile 2007
commenti (10)

Amicizia o Amore?

L'uomo non è un'isola, non siamo fatti per stare da soli, anche se spesso gli altri ci sembrano di troppo.

Basta una piccola difficoltà, un'incertezza e subito cerchiamo conforto in qualcuno che ci sta vicino...  il compito speciale dell'amico è quello di essere sempre presente e di condividere gioie e dolori con l'altro.

Tutto va bene quando si è dello stesso sesso, si stabiliscono un rapporto e una complicità particolari che solo tra persone dello stesso sesso si possono avere, ma quando l'amicizia nasce tra due appartenenti a sessi opposti?

Oscar Wilde

Oscar Wilde

«Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia.»

Qual è il confine tra amicizia e amore? Esiste l'amicizia tra uomo e donna? Un interrogativo che sembra destinato a non trovare mai una risposta...

venerdì, 01 settembre 2006
commenti (8)

Nell'era internet tutti i lettori, più che mai, sono scrittori e che fanno gli editori? Non pubblicano più poesie.
Così qualche centinaio di blogger amanti della poesia decidono di pubblicare libri digitali e divulgarli con un sistema di banner attraverso i propri blog e quelli degli amici e siccome cento più cento più cento fa trecento... Di questo passo quale rete distributiva tradizionale potrà reggere il confronto? E siamo solo agli inizi...Così è nato e si è affermato un Concorso senza premi e senza gara, il
Concorso di Emozioni, che ha stimolato l'interesse e la curiosità degli editori e poi l'iniziativa letteraria Poetica_mente e altre in fase di preparazione, offrendo sempre nuove occasioni di crescita culturale grazie al web e a chi lo difende e lo coltiva con amore. Non è forse questo il futuro dell'editoria?

L'ebook o libro digitale di Poetica_mente 2 si può prelevare cliccando qui o sopra, sulla locandina dell'iniziativa. Il link di questo volume digitale è stato inserito anche nel sito del Blog degli Autori e nella home page del Concorso di Emozioni. Per facilitare la diffusione dell'ebook, quindi, è sufficiente mantenere esposto il banner del Concorso. L'inserimento del banner va segnalato lasciando un commento nel
post presente nel Blog Manuale di Mari.

giovedì, 17 agosto 2006
commenti (6)

Stream of consiousness...

(il mio flusso di coscienza)

Sono qui seduta e lascio che le parole vengano da sole, in punta di piedi, silenziose, s'insinuano nella mente esplodendo...
a volte mi chiedo chi sono realmente... forse non avrò mai la risposta... come del resto credo nessuno lo saprà mai di se stesso. MIlle e mille volti umani, sovrapposti e intercambiabili, si susseguono incessantemente senza lasciare traccia o quasi.
Tutto dipende dal valore che ognuno di noi da a questi volti, il significato che ognuno di essi assume di volta in volta... è un po' come ricordare le cento maschere di Pirandello, la relatività dell'analizzare le cose e le persone che ci circondano rapportandoci a loro in maniera diversa...
I pensieri quando affollano la mente sono come ingarbugliati ed è difficile trovare il bandolo della matassa, è come ritrovarsi in un labirinto in cui non c'è via d'uscita se non un filo sottile come quello di Arianna, ma se lei non c'è non esiste nessun filo e si può annegare nei pensieri rischiando di trascurare la vita reale, di non vedere le piccole cose e nascondendosi in un modo personale e isolato da tutto....
Altre volte i pensieri sfuggono come le sensazioni che li hanno generati non consentendo di fermarli per assaporarne a pieno il gusto deciso... piccole e semplici scatole magiche racchiudono un potere inaudito, possono raggiungere il cuore, ma possono anche trafiggerlo per sempre... e tutto è ancora peggio se si cerca di esprimerlo con le parole che magari possono non essere le più appropriate.

Misteri di carta e inchiostro

appaiono e scompaiono

su un bianco accecante

come luci intermittenti

di stelle nella notte buia...

Piccoli lumicini del cuore

dell'anima che così

cerca di spiegarsi

di rendere tutto meno vano.

E' come un flusso interminabile di idee... che affiorano dal profondo...

l'amore mescolato al quotidiano
la gioia di un sorriso
uno sciocchezza
una risata
un pensiero triste
un pensiero allegro
il profumo della vita
il gusto della vita...

Daffodils

I wandered lonely as a cloud
That floats on high o'er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.

Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.

The waves beside them danced, but they
Out-did the sparkling leaves in glee;
A poet could not be but gay,
In such a jocund company!
I gazed—and gazed—but little thought
What wealth the show to me had brought:

For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.

by William Wordsworth

(una traduzione, certamente inadeguata, di questi versi per chi desiderasse comprenderne meglio il senso):


Vagabondavo solo come una nuvola

 

Che alta fluttua su valli e colline,
Quando a un tratto vidi una folla,
Una schiera di dorati narcisi
Lungo il lago e sotto gli alberi
Una miriade ne danzava nella brezza.
Fitti come le stelle che brillano
E sfavillano sulla Via Lattea,
Cosi' si stendevano in una linea infinita
Lungo le rive di una baia.
Una miriade ne colse il mio sguardo
I fiori si lanciarono in una danza gioiosa
Lì presso danzavano le onde scintillanti,
Superate in letizia dai narcisi;
Un poeta non poteva che esser lieto
In così ridente compagnia.
Mirando e rimirando, pensai poco
Al bene che la vista mi recava:
Spesso quando me ne sto disteso,
Senza pensieri, o pensieroso,
Essi balenano al mio occhio interiore
Che rende la solitudine beata,
E allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danzo con i narcisi.
venerdì, 04 agosto 2006
commenti (7)

Noi, maschere della Commedia dell'Arte...

In un mondo in cui tutto è immagine, tutto è apparire, tutto è machera... l'unica cosa che ci resta per continuare a esistere è rimanere noi stessi, rimanere "veri", togliere ogni velo di ipocrisia o maschera drammatica.
Certo nessuno è disposto a mettersi a nudo completamente, nessuno desidera mettere a disposizione di tutti i propri sentimenti... tutti indossiamo quotidianamente una maschera così come ogni giorno ci vestiamo... e guai se non fosse così per il nostro Io...
La maschera è fatta di convenzioni sociali e morali, benpensanti pronti a criticare subito il vicino o la vicina, moralisti che si scandalizzano per un vestito troppo corto e succinto che poi vanno in giro in cerca di sesso a pagamento...
La maschera fa parte di noi e siamo capaci di gestirla a nostro piacimento. Possiamo decidere se lasciare che s'intravedano delle parti di noi, qualcosa che in un altro momento non mostreremmo nemmeno a nostra madre... ma forse non è così, forse tutte queste parole non sono altro che la materializzazione della "mia" maschera... o forse non è così... non so...
Tutto è una burla come nella più classica tradizione della Commedia dell'Arte, ogni giorno siamo Pulcinella, Arlecchino, Brighella... Colombina. Indossiamo abiti diversi per le grandi occasioni e abiti semplici per tutti i giorni, allo stesso modo la nostra maschera si modifica in base alle situazioni "mondane" o "quotidiane"...

lunedì, 31 luglio 2006
commenti (4)

Dedicato a tutti i bambini nel mondo...

di ogni razza

colore

paese...

che ci sia sempre un arcobaleno...

Bambini (Paola Turci)

Bambino
Armato e disarmato in una foto
Senza felicità
Sfogliato e impaginato in questa vita
sola
Che non ti guarirà
Crescerò e sarò un po’ più uomo
ancora
Un’altra guerra mi cullerà
Crescerò combatterò questa paura
Che ora mi libera
Ragazzini corrono sui muri neri di città
Sanno tutto dell’amore che si prende
e non si dà
Sanno vendere il silenzio e il male
La loro poca libertà
Vendono polvere bianca ai nostri
anni
E alla pietà
Bambini, bambini
Bambino
In un barattolo è rinchiuso un seme
Come una bibita
Lo sai che ogni tua lacrima futura ha
un prezzo
Come la musica
Io non so quale bambino questa sera
Aprirà ferite e immagini
Aprirà
Le porte chiuse e una frontiera
In questa terra di uomini
Terra di uomini.. oh bambino
Qual è la piazza in Buenos Aires dove
tradirono
Tuo padre il suo passato assassinato
Desapareçidos
Ragazzini corrono sui muri neri di città
Sanno tutto dell’amore che si prende
e non si dà
Sanno vendere il silenzio e il male
La loro poca libertà
Vendono polvere bianca ai nostri
anni
E alla pietà
Bambini, bambini
Bambino
Armato e disarmato in una foto senza
felicità
Sfogliato e impaginato in questa vita
sola
Che ti sorriderà

fotografia di Sebastiao Salgado

fotografia di Sebastiao Salgado

domenica, 30 luglio 2006
commenti (10)

La voglia di esibirsi a tutti i costi.

Ultimamente viaggiando tra le vie di Splinder e tra i vari blog reperibili in rete, ho notato la grande presenza di culi, tette e altro... spesso ci si mostra in prima persona, con foto o si descrivono nei minimi particolari scene di sesso estremo e perversioni assurde... Nulla da dire contro questo tipo di espressione, ognuno è libero di scrivere o pubblicare ciò che vuole, e tutti siamo liberi di leggere o di non leggere detti blog... o vedere e non vedere certe fotografie.
Ciò che più mi fa pensare e riflettere non è tanto l'impatto visivo che ne deriva, ma il fatto che si tende sempre di più ad esibirsi, a mostrarsi nelle parti più intime o nelle situazioni più oscene, il tutto nel tentativo principale di ricevere approvazione da parte del pubblico...
Qualcuno mi potrebbe obiettare che anche la scrittura, o le poesie, tutto ciò che si pubblica in un blog insomma, rappresenta un mezzo per esibirsi. E forse non a torto.
Ma perché non conservare la propria dignità e postare foto delle proprie tette, o altro, pur di ricevere l'approvazione degli altri? Le vere qualità di una persona possono venore fuori anche attraverso le parole, o altre forme che denotino almeno un po' di intelligenza. Certo questa è una forma di libertà, ma secondo me non è altro che un altro tipo di schiavitù dell'immagine, dell'apparire, che ci domina inconsapevoli e ci sovrasta.

domenica, 30 luglio 2006
commenti (8)

Venite nel mio regno, vi assicuro che non ve ne pentirete.... voglio mordervi sul collo...

http://s3.bitefight.it/c.php?uid=51612

venerdì, 28 luglio 2006
commenti (2)

Buongiorno a tutti!

Omaggio a Pollon...

 

 

In pura vena nostalgica stamattina ho deciso di parlarvi di uno dei cartoni animati più mitici degli anni '80!

Ricordate Pollon combina guai? Ancora oggi quando ci penso sorrido e rivivo i momenti passati a cantare la sigla e a ridere davanti alla TV... sì, io vittima dei cartoni dell'epoca ancora oggi ne porto addosso le coseguenze....

Una canzoncina in particolare mi torna in mente, ve la riporto:

Sembra talco ma non è
Serve a darti l'allegria!
Se lo mangi o lo respiri
Ti dà subito l'allegria!
 
la nipote di Zeus la cantava spargendo una polverina magica che portava sempre con se'... ma cos'era, un' antenata di qualche elisir artificiale... boh! Nessuno l'ha mai saputo, né lo saprà mai...
 
 
 
Questo cartone ha avuto però il merito di avvicinare anche i bambini alla mitologia facendoli divertire, cosa non da poco... le divinità dell'Olimpo sono descritte in maniera ironica e sembrano soprattutto umani, anzi sono anche peggio degli uomini... altro che divinità perfette e infallibili!
 
 
Qualche cenno storico dal sito www.anni80.info
 

C'era una volta Pollon

L'aspirante dea Pollon

Vive in Grecia con il padre single, che si divide tra casa e lavoro, ha molti zii e un nonno brontolone, e un amico di giochi con cui si scambia continuamente dispetti..solo, è un po' particolare il luogo dove vive..il monte Olimpo! Con Pollon, la mitologia diventa divertente momento di svago anche per i più piccoli, che tra una risata e l'altra imparano a conoscere i miti dell'antica Grecia, mentre seguono le avventure della piccola protagonista, che cerca di diventare una dea.

La storia / 1

Pollon è l'unica figlia di Apollo, dio del sole, e nipote di Zeus, il dio degli dei, ma l'Olimpo dove vive è un posto strano, molto simile alla Terra dei giorni nostri, tra televisione e supermercati.. Sempre in mezzo ai guai, la piccola Pollon continua a fare danni tra gli dei, probabilmente per attirare su di sè l'attenzione, prima di tutto del padre..

Il dio del sole in pausa pranzo

Questi è uno sfaticato lavativo, che fatica ad alzarsi la mattina all'alba, per portare a spasso il carro del sole..quasi sempre in ritardo, subisce le ire del padre, il dio degli dei, Zeus.

Zeus, il nonno di Pollon

Sempre impegnato a correre dietro alle sottane, il padre degli dei non fà certo figure migliori del figlio, soprattutto quando viene beccato in flagrante tentativo di "cornificazione" dalla moglie, Era, che lo punisce con fulmini e saette.

La vendicativa Era

In mezzo a un Olimpo pieno di dei con difetti molto umani, Pollon trova il suo amico di giochi in Eros, il dio dell'amore, che lei ribattezza "pennuto", o "corvaccio"..

Il brutto dio dell'amore

Il ragazzo, infatti, non è che faccia una gran figura, soprattutto considerando che è il figlio di Afrodite..Dopo gli iniziali screzi, Pollon e Eros diventano cari amici, e il pennuto aiuta la sua amichetta a realizzare il proprio sogno, quello di diventare dea a tutti gli effetti.

La storia / 2

La vivace protagonista

Zeus, infatti, per togliersi dai piedi la vivace nipotina ed evitare che gli distrugga l'Olimpo, ha fatto un patto con lei: la farà diventare una dea quando avrà riempito un magico salvadanaio con le monete che lui le donerà ogni volta che compierà una buona azione..

Il magico salvadanaio di Zeus

Così, insieme a Eros, Pollon va alla ricerca di persone da aiutare, e "guarda caso" finisce sempre per imbattersi nei protagonisti dei miti greci. Da Narciso a Pan, da Tantalo a Psiche, ad Atalanta, l'aspirante dea incrocia i maggiori miti della storia antica, ovviamente rivisitati in chiave moderna. Così, Narciso è in realtà un brutto ragazzo occhialuto, Cassandra viene convinta da Pollon a diventare un'indovina da baraccone, mentre Icaro usa mezzi molto moderni per provare a volare..

Icaro sulla rampa di lancio

Tra un pasticcio e un altro, la piccola Pollon si dà comunque molto da fare con il suo buon cuore, e le monete nel salvadanaio continuano ad aumentare: ad aiutarla lungo il suo cammino trova anche la dea delle dee, che la incoraggia e la salva da brutte situazioni, come un angelo custode.

La dea delle dee

L'ultima fatica per diventare dea, Pollon la compie salvando la Terra dai mali usciti dal vaso di Pandora: grazie alla speranza, che era rimasta in fondo al mitico vaso dei demoni, la bambina riesce a imprigionare di nuovo i mostri, e scopre che la dea delle dee era proprio la dea della speranza. Come segno di riconoscenza per gli sforzi di Pollon, la dea le cede il titolo.

Pollon finalmente dea

Così, al termine di una cerimonia che assomiglia alla proclamazione di una laurea, l'Olimpo si ritrova con una nuova dea della speranza, Pollon.

La sigla

C'era Una Volta Pollon

Sulla cima dell'Olimpo c'è una magica città
gli abitanti dell'Olimpo sono le divinità
poi lì c'è una bambina che ancora dea non è
è graziosa e birichina Pollon il suo nome è...
Pollon, Pollon combinaguai
Su nell'Olimpo felice tu stai
la beniamina di tutti gli dei (sei tu) sei tu
o-uo-uo
Pollon, Pollon combinaguai
su dai racconta quello che tu sai
degli abitanti di questa città (città)

Zeus è un nonno molto buono non si arrabbia quasi mai
se però tu senti un tuono si è arrabbiato e sono guai
è chiamato anche Giove ed è il padre degli dei
è sposato con Giunone che è una dea pure lei
Pollon, Pollon combinaguai
Su nell'Olimpo felice tu stai
la beniamina di tutti gli dei (sei tu) sei tu
o-uo-uo
Pollon, Pollon combinaguai
su dai racconta quello che tu sai
degli abitanti di questa città (città)

Dio del sole, babbo Apollo, per il cielo se ne va
su di un carro a rompicollo, sempre a gran velocità
egli è anche pigro assai ed al dovere mancherà
ed il sole, tu vedrai, prima o poi non sorgerà
Pollon, Pollon combinaguai
Su nell'Olimpo felice tu stai
la beniamina di tutti gli dei (sei tu) sei tu
o-uo-uo
Pollon, Pollon combinaguai
su dai racconta quello che tu sai
degli abitanti di questa città (città)

Eros è mio grande amico, porta sempre buonumore
è simpatico e ti dico che comanda lui l'amore
e lo fa con frecce d'oro con cui poi lui centra i cuori
ed i cuori di costoro troveranno grandi amori
Pollon, Pollon combinaguai
Su nell'Olimpo felice tu stai
la beniamina di tutti gli dei (sei tu) sei tu
o-uo-uo
Pollon, Pollon combinaguai
su dai racconta quello che tu sai
degli abitanti di questa città
Pollon, Pollon combinaguai
Su nell'Olimpo felice tu stai
la beniamina di tutti gli dei (sei tu) sei tu
o-uo-uo
Pollon, Pollon combinaguai
su dai racconta quello che tu sai
degli abitanti di questa città

 

 E voi ve la ricordate? Vi piaceva? Sono curiosa di sapere...

 
 
mercoledì, 31 maggio 2006
commenti (3)

Marina di Camerota (Sa)

Per una settimana sarò qui...!!! Partiamo sabato e torniamo il 10... che bello non vedo l'ora!!! ho proprio bisogno di una bella vacanza e di un po' di sole!!!!!

Uno dei luoghi caratteristici del posto....

Grotta di Santa Maria

Velia

Camerota Marina (SA) - Cenni storici

Il territorio camerotano, abitato nelle grotte marine e interne fin dall'Età della Pietra, in epoca storica fu abitato da popolazioni Lucane. La costa ebbe come prime colonie greche d'influenza, dedotte del IX-VI Secolo a.C., dell'Acaia e di Trezene, Pyxous e Skidros. Dal greco antico Kamarotòn, "volta", "fatto a volta" il toponimo si potrebbe riferire sia alle camere a volta delle abitazioni della cittadella, sia alle grotte naturali esistenti nella zona. La cittadella si sviluppò intorno ad un castello fortificato negli anni 535-553, quando imperversava la guerra gotico - bizantina che produsse l'afflusso in zona di numerosi profughi. Vi si accedeva attraverso tre porte: porta di Suso (unica attualmente ancora visibile), porta di S. Maria e porta di S. Nicola, che venivano aperte ad orari stabiliti con tre chiavi d'argento. Il paese venne occupato dai Saraceni dall'868 al 915. Il castello di Camerota era nel 909 la seconda roccaforte del Cilento, assieme ad Agropoli. La notorietà di Camerota è legata principalmente alla sua frazione Marina di Camerota, meta di grande prestigio per il turismo estivo. La fioritura anticipata ed un'estate interminabile consigliano per la visita i mesi che vanno da Marzo ad Ottobre. Numerosi gli itinerari di interesse naturalistico-paesaggistico e archeologico-artistico-architettonico-storico che insistono sul territorio del Comune di Camerota, come ad esempio il Castello Marchesale, probabilmente costruito in epoca antecedente al IX-X secolo d.C. e di cui sono oggi visibili dall'esterno i ruderi in località "Castello"; il Castello di Montelmo (frazione Licusati), le Torri costiere, 12 torri di avvistamento costiero dislocate su ogni cala lungo la costa, la Chiesa di San Nicola di Bari, costruita nel '400, ove è possibile ammirare un presepe del '700 napoletano, una acquasantiera di pietra vulcanica del Vesuvio, una madrevite girevole in legno, lampadari in ottone pregiato, un organo di arte viennese donato dal Re di Napoli,la Chiesa di San Daniele Profeta, costruita dai Greci e trasformata dagli abitanti, col diffondersi del cristianesimo, in un tempio cristiano, il Convento dei frati Cappuccini, edificato nel 1602 e completato nel 1632, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (frazione Lentiscosa), completata nel 1660 su una composizione architettonica del XII sec e la Baia degli Infreschi.